Il Moscato di Saracena è di un lucente color ambra, intensamente profumato: alle note resinose e aromatiche si uniscono sentori di fichi secchi, frutta esotica, mandorle e miele.

Al palato mantiene eleganza e finezza, discreta persistenza, buon equilibrio e una piacevole nota amarognola.


Abbinamenti:

Pasticceria fresca, formaggi erborinati, macedonia di frutta.


Temperatura di servizio: 12-14 °C

Moscato Passito

Il Paese del Moscato

"...sorge il prosperoso paese di Saracena, famoso fin dai secoli passati per il suo moscato...": è Norman Douglas, nel suo famoso resoconto del viaggio in Calabria realizzato nel 1915 che cita la produzione del Moscato a Saracena. Ma testi dei '500 riferiscono che il Moscato locale era già allora apprezzato alla corte del Papa. Si produce vinificando uve guamaccia, malvasìa, odoacra e moscatello (un vitigno locale che non è mai stato censito). Guamaccia e malvasia sono di solito prevalenti, a queste viene aggiunta una piccola quantità di odoacra, un vitigno molto profumato e aromatico e il moscatello locale. Il moscatello, raccolto al giusto punto di maturazione, è appeso ad appassire su graticci ombreggiati per 15, 20 giorni. Gli acini disidratati subiscono successivamente un'attenta selezione manuale seguita da una delicata pressatura. La guamaccia, la malvasia e l'odoacra sono invece pigiate dopo la vendemmia e il mosto ottenuto è sottoposto a bollitura per ottenere una riduzione di circa un terzo del totale. I due mosti sono quindi assemblati e iniziano un percorso fermentativo naturale in botti di legno. Dopo un paio di settimane circa, si procede al primo travaso al quale ne seguono altri due, fino ad arrivare all'imbottigliamento, dopo circa sei, sette mesi. Dà il meglio bevuto dopo i due anni di età, mentre non è adatto a un invecchiamento prolungato.